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anello al bridge

L’incredibile storia di un anello
 
   Gli anelli preziosi sono una delle cose che le donne apprezzano di più.
Sabrina ne aveva ammirato uno all’amica Giusy mentre stavano giocando a bridge. Era uno splendido rubino a forma ovoidale montato su oro bianco e diamanti. Se ne era innamorata e, facendo all’amica i dovuti complimenti, aveva voluto provarlo: - Che meraviglia Giusy! È bellissimo. Mi piace da morire!-
 Naturalmente quella si era sentita lusingata e pensava di avere risvegliato l’invidia di Sabrina.
Qualche giorno dopo, quest’ultima ricevette una telefonata di Giusy la quale le comunicò di non trovare più l’anello.
Sabrina si sentì implicitamente incriminata e assicurò subito l’amica di averglielo restituito.

  • No, sai magari involontariamente te lo sei lasciato al dito e non me ne sono accorta.
  • Io queste cose non le faccio e ho il massimo rispetto delle cose altrui, figuriamoci di un anello di gran valore
Si erano salutate e a Sabrina era rimasta la curiosità di conoscere la sorte dell’anello in questione. Aveva saputo da amiche comuni che non era stato mai più ritrovato.
Trascorsero dei mesi duranti i quali le due amiche si erano riviste per giocare a bridge. Giusy non aveva più accennato al suo gioiello e tanto meno Sabrina si era permessa di domandare nulla.
Un pomeriggio, un’altra amica aveva organizzato un torneo di bridge e, nel tavolo di Sabrina stavano giocando Giusy, una signora di nome Rosa e la padrona di casa.
Appena seduta, Rosa aveva mostrato alle amiche la sua mano su cui brillava un anello con rubino a forma ovoidale montato su oro bianco e brillanti.
  • Guardate! Guardate! - Aveva esclamato – Me l’ha regalato mio marito.
Giusy era balzata sulla sedia con un salto, gridando: - Ma è il mio anello!-
Un silenzio profondo aveva accompagnato queste parole.
  • Vi assicuro che è proprio l’anello che avevo perso, - aveva soggiunto Giusy.
Nel salone, dove erano sistemati i tavoli da gioco, ognuno aveva udito tutto e il silenzio era tombale!
Sabrina aveva anche lei riconosciuto il famoso anello e lo guardava strabiliata. Non diceva nulla ma, dentro di sé, pensava di poter essere chiamata in causa. Se davvero non lo avesse restituito, avrebbe potuto rivendere l’anello.
Rosa continuava a ripetere: - Ma che dici! Me l’ha regalato mio marito, l’ha comprato per il mio compleanno.
La padrona di casa, a questo punto, aveva detto: - Va bene, va bene, non è successo nulla, su continuiamo a giocare.
La serata era proseguita con imbarazzo da parte di Rosa e da parte di Giusy; gli altri giocatori, pur facendo finta di niente, erano a disagio tanto che quando tutti erano andati via, la padrona di casa aveva tirato un sospiro di sollievo.
Sabrina voleva saperne di più e allora si era lanciata in indagini personali. Così dopo varie informazioni, aveva saputo che la figlia di Giusy si era fidanzata con un giovane drogato il quale aveva indotto la ragazza a rubare il famoso anello. Costui lo aveva poi rivenduto per procurarsi i soldi per la droga.
Il gioielliere che lo aveva acquistato, a sua volta, l’aveva rifilato al marito di Rosa.
La famiglia di quest’ultima aveva subito zittito la cosa e nessuno più, fra le amiche, ne aveva parlato o sparlato pubblicamente.
Un vecchio adagio recita che: “I panni sporchi si lavano in famiglia”.
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